Documento politico

L’unione fa la forza

L’esperienza positiva del Bergamo Pride 2018, che ha visto manifestare diecimila persone a fronte di trenta organizzatrici ed organizzatori nonché centocinquanta fra associazioni ed istituzioni aderenti, ha spinto i due comitati promotori ad unire le forze, intellettuali ed organizzative.

Le ragioni di tale unione risiedono in una comune visione da parte dei membri promotori, che si riconoscono nei valori dell’antifascismo, dell’antisessimo e antirazzismo, declinati nella specificità delle lotte di rivendicazione LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali).

Gli obiettivi del 2019

Bergamo Pride 2019 – Orgoglio oltre le mura ha l’ambizione di costituire una comune piattaforma di espressioni, volontà ed istanze di eterogenee ma dialoganti realtà associative, nonché di singole cittadine e singoli cittadini, in grado di promuovere azioni civili di affermazione delle pari opportunità in seno alla nostra comunità.

L’educazione alle differenze, la lotta alle discriminazioni, l’integrazione sociale possono e debbono essere sfide comuni a tutte le forze democratiche, in linea coi principi sempre attuali della Costituzione.

È proprio la Nostra Carta Fondamentale (art. 3) a rammentarci che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Il punto della situazione 50 anni dopo Stonewall

Le istanze LGBTQI, nel cinquantesimo anniversario dei moti di Stonewall, risultano attuali in un contesto politico, sociale ed etico in cui, nel 2019, sembrano essere messi in discussione alcuni diritti fondamentali conquistati dalla società lotta dopo lotta. Difatti, ciò che spinge a richiedere maggiori diritti è la costante minaccia di una loro lenta ma inesorabile repressione.

L’insufficiente agibilità della legge 194 sul diritto alla interruzione volontaria di gravidanza, il pericolo di una restrizione dei diritti delle donne e dei bambini insito nel DDL Pillon, la costante violenza verbale e fisica verso il “diverso” (per ragioni di sesso, orientamento, religione, provenienza, ceto sociale) cui ogni giorno si assiste costituiscono patenti rischi per le libertà civili ed i diritti propri del genere umano. Riteniamo essenziale batterci per la laicità dello Stato ed un pieno accesso ai servizi sanitari per tutte e tutti i cittadini.

La legislazione in materia di diritti delle persone transessuali (164/82) risulta ormai inattuale; la recente legislazione in materia di unioni civili è lontana dall’obiettivo imprescindibile di un matrimonio egualitario in ogni aspetto; le procedure delle adozioni per singoli, persone non sposate, donne e uomini omosessuali risultano impervie quando non del tutto inaccessibili.

A questi elementi si aggiungono la grave lacuna, nel nostro ordinamento, di uno specifico provvedimento per sanzionare le violenze di stampo omo-lesbo-bi-transfobico (nel 2019 tali reati non sono ancora ascrivibili ad una aggravante esplicitamente riconosciuta); il trattamento di medicalizzazione delle persone intersessuali; la diffidenza, quando non l’esplicita discriminazione, praticata all’interno della stessa comunità omosessuale verso le istanze e la libera espressione delle persone lesbiche (lesbofobia), bisessuali (bifobia), transessuali (transfobia) o straniere (xenofobia).

Per questi motivi, il Bergamo Pride 2019 intende declinare i due valori fondamentali, lotta alla violenza omo-transfobica e diritto all’identità personale, in un’ottica intersezionale, che sappia cogliere le istanze delle associazioni impegnate in ambito civile e sociale dando ad esse una organica e compiuta sintesi.

Orgoglio oltre le mura

“Orgoglio oltre le mura”, lo slogan adottato per il Bergamo Pride 2019, riesce a compendiare le diverse istanze esposte. L’orgoglio (“Pride”) si traduce in una rivendicazione del diritto alla libera espressione delle identità. Le mura, che riprendono il nostro patrimonio Unesco, da un lato possono simboleggiare le solide protezioni che la comunità LGBTQI ed ogni parte di essa pongono a sé, dall’altro le plurime e varie discriminazioni operanti ed imperanti nella società di oggi.

Ci si propone di attraversare le frontiere della diversità in nome di un identico sentire, un dialogo fra dentro e fuori, fra interno ed esterno alla comunità LGBTQI. L’accesso al lavoro ed ai servizi pubblici e privati oltre ogni discriminazione e barriera (architettonica o figurata) per ragioni di carattere personale e sociale rappresenta un traguardo cui, dalle istituzioni locali allo Stato, la comunità intende pervenire.

Le nostre rivendicazioni

Il Bergamo Pride 2019 intende riaffermare ed esige il riconoscimento delle seguenti principali richieste.

  1. Una revisione del Diritto di famiglia, in una prospettiva di Diritto di famiglie. Non soltanto chiediamo al Parlamento di ritirare il DDL Pillon, espressione concreta di una visione maschilista e classista dell’istituto familiare, ma anche una reale parificazione fra tutte le coppie davanti alla legge. Chiediamo dunque, nella prospettiva del matrimonio egualitario, che siano riformate le procedure delle adozioni, perché anche donne e uomini omosessuali e persone singole possano avere accesso a tale istituto. Nel frattempo, chiediamo alle istituzioni locali di riconoscere e trascrivere i figli adottati all’estero anche da coppie LGBTQI.
  2. Una Legge (regionale, se non nazionale) contro l’omo-lesbo-transfobia, che possa difendere le vittime di odio omo-lesbo-bi-transfobico e più in generale le vittime di discriminazione per identità o orientamento, sanzionare le persone che agiscono violenza, promuovere una cultura preventiva di educazione al rispetto delle differenze.
  3. L’adozione, da parte della pubblica amministrazione locale, di un doppio tesserino per utenti e dipendenti transgender. Riteniamo che questa buona pratica, già operante in contesti come l’Università, possa permettere una piena e libera espressione della identità delle donne e degli uomini transgender.
  4. Un corso di formazione su identità di genere e orientamento sessuale, nonché un protocollo sull’inclusione e le pari opportunità di cui la pubblica amministrazione ad ogni livello debba dotarsi.