Appello a favore della proposta di legge Zan-Boldrini

Gentile Onorevole,

Con la presente lettera intendiamo rivolgerLe il seguente appello, volto a sostenere la proposta di legge Zan-Boldrini contro le discriminazioni per sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere, attualmente all’esame della Commissione giustizia della Camera dei deputati.

Perché sostenere la legge Zan-Boldrini?

La necessità di estendere la normativa vigente in materia di contrasto alle discriminazioni e alla violenza anche ai fattori di rischio del sesso, del genere, dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere è resa evidente dai numerosi casi di cronaca che caratterizzano la stampa italiana. Tra fine maggio e inizio luglio 2020, ad esempio, i giornali hanno riportato ben 8 casi di aggressioni fisiche ai danni di persone omosessuali o transgender, 6 casi di gravi minacce, intimidazioni e insulti omofobici, 4 casi di vandalismo e danneggiamento a fini discriminatori e un caso di tentato suicidio[i]. Per non parlare degli innumerevoli episodi di violenza di genere.

Perché i casi di discriminazione sono sottostimati?

Peraltro questi dati offrono solo un piccolo scorcio sui reali casi di discriminazione e violenza ai danni delle minoranze sessuali, i quali sono spesso tenuti nascosti dalle vittime stesse, che a causa del vuoto giuridico in materia non si sentono libere di denunciare alle autorità le aggressioni fisiche e verbali che spesso si trovano a subire.
Nonostante l’istituzione dell’OSCAD (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori presso il Ministero dell’Interno) abbia garantito nel corso degli ultimi anni un utile strumento di rilevazione agli operatori del settore, le segnalazioni all’ente in questione sono emesse a discrezione del singolo agente di polizia che riceve la denuncia e spesso la vittima segnalante non conosce nemmeno l’esistenza di tale organismo[ii].

Under-reporting e under-recording

Da ciò si comprende come i dati statistici a disposizione (già di per sé allarmanti) rappresentino solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più ampio e diffuso, la cui reale entità è al momento fortemente sottostimata per via dell’under-reporting da parte delle vittime e dell’under-recording da parte delle autorità.
La nostra esperienza di attiviste e attivisti che operano quotidianamente sul territorio può confermare che i soprusi e le violenze di cui sono vittima le persone LGBTI sono all’ordine del giorno. Infatti sono numerose le segnalazioni che riceviamo ogni mese: decine di ragazzi e ragazze omosessuali che vivono in famiglie e contesti scolastici o aggregativi abusanti ci scrivono in cerca di aiuto, manifestando un disagio evidente nella conduzione delle loro vite in formazione. Inoltre diverse persone adulte lamentano discriminazioni e violenze sul lavoro, da parte dei vicini di casa o addirittura da parte di estranei. Allo stesso modo riceviamo costantemente denunce informali di persone transgender molestate e picchiate, per strada o nei luoghi di lavoro. La situazione è poi ulteriormente peggiorata durante il lockdown legato alla pandemia, a causa delle numerose convivenze forzate in contesti familiari dove le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender non sono accettate.

Come contrastare la discriminazione attraverso la legge Zan-Boldrini?

La proposta di legge unificata, risultante dalla fusione delle cinque proposte di legge a firma degli Onorevoli Zan-Boldrini, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi, intende contrastare questi fenomeni di discriminazione e violenza, estendendo la tutela degli articoli 604-bis e 604-ter c.p. alle caratteristiche personali del sesso, genere, dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, colmando una lacuna normativa che sussiste da 45 anni (cioè dall’entrata in vigore della Legge Reale del 1975).
Infatti, se le condizioni personali relative all’appartenenza razziale, etnico e religiosa e alla disabilità possono godere di una tutela penale rafforzata, risulta difficile comprendere perché la medesima tutela non possa essere accordata ad altri fattori di vulnerabilità quali il sesso, il genere, l’orientamento sessuale e l’identità di genere[iii]. Ciò dovrebbe valere, a maggior ragione, se si considera che, come affermato dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 18 gennaio 2006, l’omofobia è un fenomeno assimilabile al razzismo.

Italia ultima in Europa

Il dibattito – a tratti surreale – sulla legge in esame è un unicum tutto italiano. Viviamo infatti nell’unico tra i Paesi fondatori dell’Unione europea a non aver ancora garantito una tutela giuridica ai suoi cittadini e alle sue cittadine contro i crimini e i discorsi d’odio motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. La comparazione giuridica dimostra infatti che la legislazione penale in materia è oggi diventata uno standard europeo[iv]: come ricorda l’Agenzia per i Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, già nel 2015 erano 20 gli Stati dell’Unione a punire i crimini d’odio commessi in ragione dell’orientamento sessuale delle vittime, mentre altri 15 Stati avevano introdotto aggravanti per tali reati; quelli commessi invece in ragione dell’identità di genere sono puniti in altri 8 Paesi.
Inoltre, l’invito a dotarsi di una legislazione contro i crimini e i discorsi d’odio di matrice omo-lesbo-bi-transfobica è stato avanzato a più riprese da istituzioni internazionali e sovranazionali quali l’ONU, l’OSCE, il Consiglio d’Europa e il Parlamento dell’Unione europea.

Libertà di espressione tutelata

Chi si oppone all’approvazione di questa legge spesso lo fa appellandosi pretestuosamente alla difesa della libertà di espressione del pensiero. Eppure, il testo di legge non prevede l’estensione del reato di propaganda di idee e punisce esclusivamente la discriminazione (o la relativa istigazione) dotata di concreta offensività. Emerge dunque in modo evidente che la legge in esame non sarà affatto – come taluni dicono – una legge bavaglio. La semplice espressione di un’idea, anche contraria ai diritti delle persone LGBTI, non potrà certo essere punita, ma saranno punite solo quelle condotte che si traducano in una discriminazione fattiva e concreta, cioè lesiva della dignità, dell’onore, della reputazione o di altri diritti fondamentali delle vittime.
La Corte costituzionale e la Corte europea dei diritti dell’uomo ci ricordano, del resto, come la libertà di espressione non sia un diritto assoluto e possa dunque essere legittimamente arginata, anche con strumenti sanzionatori penali, laddove essa si riveli suscettibile di ledere altri diritti e libertà costituzionalmente e/o convenzionalmente protetti, quali la dignità umana, il diritto all’identità personale, l’eguaglianza, il divieto di discriminazione, la libertà personale (in particolare la libertà morale e sessuale), il diritto alla vita privata e familiare, l’onore e la reputazione [v].

Tutela della espressione dell’identità e della realizzazione personale

A coloro che sembrano avere particolarmente a cuore la libertà dei cittadini, vorremmo poi far notare come la perdurante assenza di una tutela adeguata contro le violenze e discriminazioni omo-lesbo-bi-transfobiche avrebbe l’effetto di continuare a comprimere e limitare la libertà e la sicurezza delle persone LGBTI. Accanto alla libertà di espressione del pensiero, infatti, esiste la libertà di espressione della propria identità al riparo dalla discriminazione e dalla violenza. Opporsi all’approvazione della legge Zan-Boldrini significherebbe quindi scegliere di ignorare il problema e girare la testa dall’altra parte. Significherebbe, in altri termini, rifiutarsi di fornire una risposta al volto tumefatto di un adolescente, al suicidio di ragazzi e ragazze vittime di bullismo e cyberbullismo o al corpo esanime dell’ennesima vittima di un femminicidio. Perché, per quanto questi temi facciano fatica a penetrare nelle aule parlamentari, ad essere in discussione non sono argomenti astratti, ma decisioni che attengono alla vita delle persone e al dolore – psicologico, emotivo e fisico – che costantemente viviamo come minoranze discriminate. Riteniamo che, in una società matura, l’attenzione per queste situazioni di vulnerabilità dovrebbe essere trasversale a tutte le forze democratiche, a prescindere dal colore politico e dal posizionamento nell’arco parlamentare.

Stralci e modifiche alla proposta di legge? No grazie!

Fra le molte critiche a cui stiamo assistendo, forse la peggiore è quella secondo la quale un provvedimento non sarebbe necessario, o addirittura non sarebbe una priorità in questo momento difficile per il nostro Paese. È vero, la legge Zan-Boldrini non è una priorità di oggi: è infatti una priorità da decenni. Pertanto, il ritardo accumulato dal nostro Paese nel contesto internazionale è indifendibile. Il Parlamento abbia dunque uno scatto di coraggio e non indietreggi di un millimetro.
Apprezziamo il lavoro dei Deputati e delle Deputate proponenti, che, ascoltando pareri autorevoli da parte degli esperti in materia, hanno voluto strutturare un unitario e completo progetto di legge che contempli aspetti sanzionatori, politiche di prevenzione culturale, sostegno materiale alle vittime (soprattutto con la previsione di centri antiviolenza), una giornata nazionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia, l’attività di monitoraggio dei fenomeni di violenza da parte dell’ISTAT (che potrà rimediare all’under-reporting e under-recording).
Confidiamo quindi che il Parlamento italiano approvi, con urgenza e senza tentativi ostruzionistici e defatigatori, una legge che, finalmente, sia capace di allineare l’Italia agli altri Paesi europei, offrendo uno strumento di efficace tutela penalistica delle vittime di violenza motivata dal sesso, dal genere, dall’orientamento sessuale, e dall’identità di genere.

L’esortazione del Presidente Della Repubblica

Come ha efficacemente affermato il Presidente Mattarella lo scorso 17 maggio, “L’omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone.” Dunque si agisca, poiché alle parole è tempo che seguano adeguate risposte a un fenomeno che ogni giorno arreca ulteriori ferite alla compiuta attuazione del disegno costituzionale.

Note

Aggressioni

i[]

Milano, 21 maggio 2020. Insulti omofobi e un pugno in faccia: due ragazzi gay vengono aggrediti mentre mangiavano su una panchina.

Arezzo, 24 maggio 2020. Dopo la partecipazione al programma “4 Ristoranti” un ristoratore locale viene tempestato di telefonate con insulti e minacce omofobe.

San Giuliano Terme, 1° giugno 2020. Ignoti danno fuoco a una bandiera arcobaleno appesa alla finestra di un bambino con due padri.

Napoli, 4 giugno 2020. Donna trans di 37 anni riporta gravi lesioni al volto e alla testa a causa di un’aggressione nell’androne delle scale condominiali.

Aci Catena, 9 giugno 2020. Un vicino di casa aggredisce una coppia gay con un manganello, dopo mesi di atti intimidatori e persecutori.

Bolzano, 12 giugno 2020. L’automobile di un ragazzo gay viene danneggiata e incisa con la parola “gay” e con disegni fallici.

Napoli, 12 giugno 2020. Attivista gay viene apostrofato con pesanti insulti omofobici durante una telefonata trasmessa in diretta pubblica.

Matera 13 giugno 2020. Un uomo, locatore di un appartamento, minaccia e cercare di cacciare una coppia di affittuari gay dopo avere scoperto la loro relazione.

Marzamemi, 15 giugno 2020. Un ragazzo gay viene insultato al grido di “froc*o di merda!” e coinvolto in una rissa.

Roma, 16 giugno 2020. Il deputato Alessandro Zan viene insultato e minacciato per essere relatore della legge contro l’omobitransfobia: “Ricch**ne, farai una brutta fine”.

Provincia di Roma, 22 giugno 2020. Una coppia gay viene insultata e minacciata da un uomo per diversi giorni (“Fr… te do fuoco a te e alla macchina“). Uno dei due viene aggredito dallo stesso con una pala, finendo al pronto soccorso.

Pescara, 25 giugno 2020. Un ragazzo gay di 25 anni viene pestato da un gruppo di persone e finisce in ospedale con la mascella fratturata. La sua colpa era quella di star passeggiando mano nella mano con il suo ragazzo.

Lucca, 1° luglio 2020. Un maestro d’asilo viene insultato e ritenuto inidoneo al suo ruolo educativo da alcuni genitori in quanto omosessuale.

Vernazza, 3 luglio 2020. Una coppia gay viene aggredita dal branco e presa a pugni per essersi scambiata un bacio in stazione.

Sesto San Giovanni, 7 luglio 2020. Un ragazzo gay di 24 anni, da tempo oggetto di insulti omofobici, tenta il suicidio salendo sulla sommità di un palazzo.

Provicia di Varese, 7 luglio 2020. Un primario discrimina un paziente sedato e sottoposto ad operazione chirurgica: “Guardate se devo operare sto frocio di m…”.

Bologna, 8 luglio 2020. Un ragazzo gay viene aggredito a Bologna al grido di “fr*cio di merda!”.

Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford

ii[] V. Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, Documento relativo alle proposte di legge C. 107 Boldrini, C. 569 Zan, C. 868 Scalfarotto, 2171 Perantoni e C. 2255 Bartolozzi, recanti modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, disponibile all’indirizzo https://www.camera.it/leg18/1347?shadow_organo_parlamentare=2802&id_tipografico=02.

iii[] V. S. Chinotti, Relazione scritta per l’audizione avanti la Commissione giustizia della Camera dei Deputati del 27 maggio 2020, disponibile all’indirizzo https://www.camera.it/leg18/1347?shadow_organo_parlamentare=2802&id_tipografico=02.

iv[] Cfr. A. Rotelli, Relazione scritta per l’audizione avanti la Commissione giustizia della Camera dei Deputati del 27 maggio 2020, disponibile all’indirizzo https://www.camera.it/leg18/1347?shadow_organo_parlamentare=2802&id_tipografico=02.

v[] V. S. Chinotti, ibidem.

Firmatari

Comitato Bergamo Pride
AGEDO – Punto di ascolto di Bergamo
AGEDO – Punto di ascolto di Brescia
AGEDO Lecco-Como
AGEDO Milano
Alfi Lesbiche XX Bergamo
APS Immaginare Orlando
Arcigay Orlando Brescia
Brescia Pride
Brianza Oltre L’Arcobaleno APS
Coordinamento Arcobaleno Milano
Coordinamento Formazione Scuole per il rispetto delle persone LGBTI – Brescia
EquAnime Brescia
Fuori dal coro
Lecco Pride
Non Una di Meno Bergamo
Renzo e Lucio
Rete Brianza Pride

Aderenti

ANED Bergamo
AIED Bergamo
Associazione Maite
Associazione Prometeo – Lotta alla pedofilia
Comitato Ambiente Partecipazione Futuro
Comitato Civico Intercomunale
Cambiamola! Il diritto a una mobilità sostenibile
Fondazione A.J. Zaninoni
Uni+ (Bergamo)

Per aderire all’appello: info@bergamopride.org

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Per aderire alla campagna nazionale: Da’ voce al rispetto
Il Comitato Bergamo Pride ha aderito alla campagna a sostegno della proposta di legge Zan-Boldrini